Una storia di adenocarcinoma mammario

Questa è una storia vera.

Nella mia vita ho sempre saputo che prima o dopo sarebbe successo, ho studiato e lavorato su di me per prepararmi a questi eventi, perchè prima o poi succede a tutti, allora sai che quando capiterà, dovrai essere al meglio, preparato e fiducioso di te stesso in maniera da poter dare un sostegno, non solo una risposta a chi si rivolge a te.

Circa 3 anni fa ho trattato, per gli esiti di un intervento di adenocarcinoma mammario destro, G., la mamma di una mia amica.

Ora sta bene, dopo l’asportazione e dopo la radioterapia rimaneva un gran lavoro da fare per rimettere un sesto fisico e mente di G., ma lei è una donna sicura, intelligente e forte.

In poche sedute migliorarono velocemente i mal di testa dovuti al ristagno tossico linfatico, prodotto dalla radio, le tecniche osteopatiche sono state molto valide,l’articolarità dell’arto superiore si ripristinò velocemente dopo qualche trattamento alla cicatrice.

G. nel giro di un mese riprese la quotidianità.

Passò un anno e venni incuriosito da un nuovo modo di concepire la medicina, mi avvicinai con qualche corso, qualche seminario e poi la scuola di approfondimento che tuttora frequento.

Ora la logica del sintomo mi è molto più chiara, è un cambiamento importante nel mio modo di pensare, riconduco velocemente le nozioni acquisite ai casi precedenti e tutto si illumina di una luce nuova, non solo il caso di G., ma anche moltissime altre vicende di pazienti, amici e parenti si collocano alla perfezione nei meccanismi che lentamente vengo a scoprire.

Cosa mi porta a riconsiderare un fatto ormai felicemente risolto? La notizia che riporterò in fondo.

G., al tempo dei fatti è sulla cinquantina, è sempre stata una mamma molto affabile, di quelle classiche mammone italiane che quando ti vedono ti riempiono di complimenti, di attenzioni, e hanno sempre qualche bel regalo da porti, e attenzioni che ti fanno sentire un gradito ospite, quasi un figlio.

E G., ormai ha una figlia grande che dopo la laurea si sposta per lavoro in varie parti del mondo, immagino sia stato al tempo stesso motivo di orgoglio e frustrazione sapere che per una mamma come G. la figlia è un po di qua ed un po di là in questo mondo quasi sconfinato, gli aerei fanno sembrare così vicini posti così distanti!

Finalmente G. può mettersi il cuore in pace, la figlia trova un lavoro più stabile ed anche se non vive più in Italia non ci sono più le continue preoccupazioni per il futuro.

 

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